Giovedì 6 Ottobre 2005: No stress
Quando la sveglia suona alle 7.00 non può senz’altro trattarsi
di una giornata iniziata bene... Sarà per questo che ignoro letteralmente
la mia e mi alzo un’ora dopo. La buona volontà c’è,
infatti, sottovalutando il tempo necessario a preparare la colazione, mi dico
che ce la posso ancora fare ad arrivare a scuola con massimo una decina di minuti
di ritardo. Beh, considerando però che la mia colazione si basa su toasts
immarmellatati (si puù dire?), caffè e un birchermüsli coi
controcazzi – composto da yogurt, frutta esotica (costosissima), cereali,
frutta secca e una spruzzata di miele – mi basta la domanda: “are
you going to class now?” del mio coinquilino americano per farmi cambiare
idea: vado per la seconda ora, è deciso! Di conseguenza me la prendo
comoda…
Sono le 8.15 e nessun’altra forma di vita segnala la sua presenza nell’appartamento;
pure l’americano è tornato in camera sua. Mangiare da solo non
mi da neanche così fastidio, visto che generalmente a farmi compagnia
c’è Tröndla e sono sempre indeciso se parlare con lei o con
il gallo dei Corn Flakes, che generalmente ha più cose da dire. Tröndla
è un nome inventato perchè non voglio fare nomi: metti che questa
non mi ha mai detto che parla italiano e finisce proprio su questa pagina...
Arrivo a scuola alle 9.00. Dato che mi sono accorto ieri che non mi sono ancora
iscritto ad un corso, vado al dipartimento di Informations Theory per farmi
firmare l’apposita scheda dal prof. di Advanced Digital Communication.
Mi sciroppo la quindi la seconda ora di Functional Programming, che sembra non
finire mai. Sono sicuro che alcuni professori hanno un orologio truccato: se
lo si guarda bene, resta fermo per lunghi istanti sulla stessa ora, a volte
anche per sessanta minuti! Evitando nuovamente di dilungarmi sulla descrizione
del sempre più esiguo numero dei presenti al corso, passo alla descrizione
del pomeriggio.
Nonostante i buoni propositi, di studiare proprio non se ne parla, e non è
che non abbia niente da fare… Ascoltando radio deejay, navigando qua e
la, tra un panino alla philadelphia, un caffè (separati da qualche ora...)
e una chattata con i miei amici dementi a Lugano, come per magia l’orologio
segna le 19.00: è ora della pappa. E che pappa: pasta al ragù
al forno con mozzarella e chili di parmigiano filante. Mi sta tornando la fame
solo a pensare che ne è restata ancora una bella paletta nel frigo.
La serata (in allegato alla nottata) dovrebbe finire in una qualche nation,
ma oggi mi sa che si starà più tranquilli. Infatti mi guardo un
film cult con Hannes: avendo iniziato una lunga serie di classici da “Una
pallottola spuntata” (1 , 2.5 e 33.3) bisogna continuarla degnamente con
“Hot Shots” (1 e 2).
Per non andare a letto troppo presto ci facciamo ancora una birretta, scaldiamo
una pastiglia di carbone e aromatizziamo i polmoni con una bella pipata di narghilè,
gusto fragola di bosco. Secondo me comunque le fragole di bosco se le è
fumate quel pisquano che ha avuto il coraggio di scrivere “aromi naturali”
sulla scatoletta del tabacco!