Venerdì 7 Ottobre 2005: Sosia night a Slagthuset
Oggi c’è da fare, poche palle! Sveglia alle 9, colazione, doccia,
lavaggio denti: alle 11 sono pronto per lo studio... Un fulmine!
Menù del giorno: Functional Programming alla piastra. Oggi sono in forma
e mi porto parecchio avanti con l’Assignment 4, il quale, se portato a
termine correttamente, mi permetterà di avere la sufficienza nella materia,
rendendo l’esame un puro passatempo.
Una festa Malmo occupa lo schedule di questa sera. Sarebbe previsto un pre-party
vicino alla stazione, ma, visto che ho smesso di bere e allo stesso tempo ho
bisogno un riposino, bidono il festino e mi unisco a dei miei amici francesi
solo verso le 22.30, tanto per non andare a Malmo solo come un fringuello.
Il treno è uno spettacolo: Brescia – Atalanta sarebbe stata una
cena a lume di candela al Ritz di Parigi a confronto. Li mortacci di sti spagnoli
e di chi non glielo dice con la mano alzata e il pisello in mano! Stare calmi
un quarto d’ora e cantare l’inno nazionale e fare gli “olè”
al locale no eh?! Gente ubriaca che tira pugni contro i finestrini (indistintamente,
ragazze e ragazzi), altri che pestano i piedi per terra, altri ancora che urlano
tipo “Pianeta delle Scimmie”; un macello che avrebbe avuto l’effetto
dello Tsunami sul pubblico dell’Ariston durante San Remo: tutti morti
d’infarto. Chiaramente l’arbre magique al gusto birra e whisky condisce
l’atmosfera profumando l’aria di una fragranza fresca e giovane.
Uscita dal treno la gente parte in tutte le direzioni. Io mi avvio verso la
“boatta” con una ragazza italiana e Roberto, che sa la strada. A
dire il vero c’è anche un faro, al quale manca solo il logo di
Batman per essere più visibile, che ci indica la via: una conferma.
Inizia la serata dei sosia! All’entrata infatti incontriamo un ragazzo
tale e quale a Max Gazzè. Ironia della sorte è pure italiano,
e fan del cantante stesso! Ammette che non siamo i primi ad aver notato la sua
somiglianza e dice di prenderlo come un complimento. Ma non è finita
qui: appena entrati vedo un ragazzo spagnolo che, secondo me, assomiglia di
brutto ad Enrique Iglesias. Gli altri mi danno del drogato smentendo la mia
affermazione. Ne sono ancora convinto comunque!
A parte i sosia, il locale è veramente grande, quasi dispersivo. Il suo
nome, Slagthuset, deriva dal fatto che prima di essere una discoteca era un
mattatoio. L’odore di macello per fortuna non c’è più
...sarà che l’arbre magique al malto e whisky l’abbia coperto?
A proposito di odori è doveroso aprire una parentesi (e chiuderla quanto
più in fretta possibile) sulle abitudini svedesi nei locali. La apro:
ho notato, e non sono palle, che questi zozzoni non si fanno molti problemi
a scaricare i loro gas intestinali in pubblico. Ste checche però non
lo fanno da uomini – con annuncio, rumore roboante quasi sforzato per
accentuarne la forza distruttiva, risata grassa finale per sottolineare la fierezza
del rude, ma sincero, gesto tecnico – bensì da codardi: esecuzione
silenziosa e fetenza malignamente devastante. Chiudo la parentesi!
Il locale è ancora mezzo vuoto. È talmente grande che i cinquecento
studenti erasmus e i loro coretti di mmmerda si sono anonimamente dispersi nell’ambiente
...come le scoregge svedesi.
Ai bagni, oltre che fare un sacco di conoscenze, amicizie che dureranno una
vita insomma, capitano sempre le cose più divertenti. Dopo aver lavato
le mani imbocco la scala che riporta nel locale. Questa è in discesa
e pericolosamente bagnata, quindi scivolosa. Proprio mentre mi trovo a metà
strada, un ragazzo che probabilmente voleva calcolare empiricamente la risultante
tra la forza di gravità e quella di attrito sulle sue chiappe, mi sfreccia
affianco scivolando in posizione supina sulle scale, guadagnandosi una medaglia
di cerume per non essersi nemmeno fatto male: un baluardo!
Il locale comincia a riempirsi tra l’una e l’una e mezza. Meno male
che arrivano un po’ di svedesi, perchè tra le ragazze erasmus ce
ne saranno a dir tanto tre o quattro salvabili e un paio carine... su cinquecento!
Tra i nuovi arrivi ce n’è una che ha due tatuaggi raffiguranti
le impronte di un gatto, indovinate dove? Sul décolté cazzo! Poi
si lamentano perchè i ragazzi le importunano, ma daaaaaiiii! La battuta
sul tatuaggio, con tanto di mimo della zampata di un gatto, chiaramente gliela
faccio anch’io: non apprezzata.
Un po’ più tardi Stefano mi presenta un suo amico. I sosia visti
fin’ora non sono niente a confronto di questo: Francesco Totti sputato,
parere condiviso! Voglio una foto, me la devo assolutamente fare dare!
La serata non è entusiasmante, forse per le troppe aspettative, tipo:
“You can’t miss the huge international party in one of the biggest
clubs in Scandinavia!” ...ma vaffanculo va!
Alle 4.00 decidiamo che è ora di sciacquarsi, anche perchè c’è
un bus alle 4.15 che va verso Lund. Scopriamo però che ci sono dei “Black-Taxi”,
quelli non ufficiali insomma, che fanno il tragitto per duecento bombe. Quattro
persone, cinquanta a testa, ok!
Arrivati a Lund sto rimbambito ci lascia in centro anzichè in stazione,
forse perchè si caga sotto come un bambino che qualche poliziotto gli
faccia domande nel vedere scendere quattro studenti dalla sua macchina. Roby
e gli altri due ragazzi che han preso il taxi con me vanno a recuperare le loro
biciclette in stazione, mentre io me ne torno a casa a piedi. Un'ora dopo (non
per la camminata, ma per il lavaggio denti) sono tra le braccia di Morfeo. Non
un gay, il mio letto!