Mercoledì 19 Ottobre 2005: L’urlo delle 23.00
Apro gli occhi alle 8.49 e 55 secondi (Giuro!). La sveglia suona cinque secondi
dopo! È un po' che non succedeva, ma ora comincio veramente a spaventarmi
di me stesso, devo avere un orologio biologico della Breitling...
Stamattina ho due ore del tanto amato corso di Storia della Scandinavia. Tra
l’altro è una delle poche volte che arrivo preparato, visto che
ieri mattina sono riuscito a sciropparmi il capitolo di trentacinque pagine
sulla potenza Svedese durante i secoli XVI-XVII senza addormentarmi. Non so
se sia stato merito del caffè o del costante flusso di selvaggina di
bella presenza nella biblioteca di diritto che teneva viva la mia attenzione,
paradossalmente sul libro... mah?!
A mezzogiorno vado a fare la spesa e torno a casa. Stasera infatti ho invitato
a cena Michele, Roberto e Stefano per la partita Milan-PSV. Ho già riservato
il salotto da due giorni, onde evitare che qualche biondino di mmmerda abbia
voglia di guardarsi qualche telefilm del cazzo durante la Champions League.
La partita è loffia nel primo tempo e snervante nel secondo. Il Psv infatti
ha messo il naso nella metacampo rossonera un paio di volte per tempo, mentre
la compagine meneghina ha avuto una caterba di occasioni senza però concretizzarle,
un po’ per merito del portiere, un po’ perchè sembrava non
avesse proprio voglia di segnare! Uno squallido 0-0 manda tutti a casa.
Alle 23.00 la sorpresa: Charlie viene a chiamarci in cucina, dicendo che questa
sera c’è il “Delphi Scream” delle 23.00. Ma che cazzo
sarà? Usciamo in giardino e, come allo zoo di Zurigo nel settore “scimmie”,
tutti gli studenti sono in balcone o in strada a gridare come delle aquile.
Neanche l’urlatore di Losanna potrebbe competere con questa tradizione!
A quanto pare, sotto esami, TUTTE LE SERE alle 23.00 la gente esce di casa e
urla per sfogare lo stress giornaliero. Fantastico! Se lo adottassero a Roma
sarebbe forse l’unico momento di tranquillità...
Il grido risveglia in me la voglia di un bambino di fare qualche cazzata. Decido
così di uscire dal retro della casa per raccattare le ultime mele cadute
dagli alberi. Dopo un paio di lanci contro le finestre dei vicini e un calcio
indoor col pallone gonfiabile da spiaggia gli italiani se ne tornano a casa
e io decido che è ora di andare a dormire.
Prima di lanciarmi nel letto devo però risolvere un problema del mio
appartamento: il cesso maleodorante
un giorno si ...un giorno si! Prendo quindi la bottiglia di Cjf e, esattamente
alle 00.04 mi trovo ad aspettare che il sapone che ho versato agisca sulla fogna
che ho al posto del bagno con la speranza che da domani sia l’odore del
caffè a risvegliare il mio olfatto, e non l’olezza fetida che si
materializza dal tombino della doccia nonappena apro la porta del bagno, rigorosamente
blindata durante la notte. Cazzo, ma possibile che io sia l’unico stronzo
del corridoio al quale non l’hanno ristrutturato?! Mi addormenterò
sperando in un domani più profumato!