Mercoledì 16 Novembre 2005: Schwiz INE, Türkei USE!
Titolo in svizzero-tedesco in onore della dozzina di fans a casa di Stefan
per la partitona Turchia-Svizzera, valida per la qualificazione ai mondiali.
La serata inizia nella migliore delle tradizioni rossocrociate: all’insegna
del formaggio! Un po’ perchè bisogna togliersi le scarpe prima
di entrare in camera, un po’ perchè il caclan è pieno di
fondue, l’odore di formaggio non ci mette molto ad invadere l’intero
corridoio, agevolando nuovi commenti ogni volta che qualcuno valica la porta
d’entrata. La proposta “öpped de schiess Fanschter” viene
sempre accolta con piacere, ma respinta trenta secondi dopo l’apertura
della finestra, visto il clima mite e temperato che caratterizza la Svezia in
questa stagione...
Fonduöif, vinnelowder, riscaldamento, sintonizzazione sul canale cinese,
partiti! Neanche il tempo di capire se la Svizzera sta giocando in rosso o in
bianco e un fringuello turco (specie famosa para ves propri stüpid) tocca
il pallone con la mano in area, causando un inevitabile rigore a favore dei
Tobleroni! L’arbitro deve aver sotto due maroni grossi come palle da bowling
perchè assegnare un rigore agli ospiti dopo neanche un minuto di gioco
in quella bolgia di incivili scatenati è veramente una mossa coraggiosa.
Alex Frei sul dischetto non tradisce: gooooooool! Ora ce ne vogliono quattro,
ma Liverpool insegna. Infatti la Svizzera sbaglia tutto perchè si chiude
a riccio rinunciando (o non riuscendo) a tenere il pallone per più di
trenta secondi. 1-1, 2-1, fine primo tempo.
Le ragazze impugnano i pastelli da trucco e via: tutti con la croce bianca su
quadrato rosso dipinta sulla guancia – Svizzeri e non – per propiziare
un miglior secondo tempo. Oh, funziona proprio: 3-1 e mo’ son cazzi! All’85esimo
minuto Streller ci riporta sul 3-2, ormai è finita... col cazzo! C’è
ancora il tempo per tremare durante i tre minuti di forcing turco dopo il gol
del definitivo 4-2. Svizzera ai mondiali, Turchia a casa!
Dopo la partita qualche coro (puttana se abbiamo gridato) e qualche birretta
(io ormai bevo coca fisso...), decidiamo di andare a Wermlands Nation. Io vado
in macchina con Isi e Ben, gli unici due con le guance pulite, mentre gli altri
ci raggiungono dopo. Entrati nel locale non capisco come mai tutti mi guardano...
ah è vero, sono l’unico pirla con una croce Svizzera dipinta sul
faccione, me l’ero dimenticato. [...]
Bella serata! Hop Suisse!