Sabato 26 Novembre 2005: Öresund Rund
Sveglia verso le 9.30. Vado in cucina per fare colazione e vengo abbagliato
da una luce più chiara del solito: il prato e gli alberi sono imbiancati
e illuminati dal sole, che oggi ha smesso di fare il timidone ed è uscito
allo scoperto! Con accento romagnolo grido un bel “Gianni, come si fa
a non essere ottimisti?” e lascio andare un bel “profumo della vita“
per festeggiare.
Oggi è prevista un’escursione con la mia classe di Storia della
Scandinavia: l’Öresund Rund, ovvero il giro della regione Öresund,
che si trova tra Skåne e la Danimarca. Ho appuntamento in stazione con
i miei compagni verso le 11.00-11.10. Penso: “stamattina col cazzo che
prendo la bici – col freddo che fa – se prendo il bus delle 10.52
arrivo tranquillo!”. Già, ma per prendere il bus delle 10.52 devo
uscire di casa cinque minuti prima! Morale: fanculo il bus, prendo la bici!
Con l’allenamento che ho posso prendermela con calma, anche perchè
recentemente (ero stra in ritardo) ho polverizzato il record di 6 minuti nel
tragitto casa-centro con un bel 5.30! Stamattina però ci vogliono le
gomme da neve, in più non ho voglia di sudare, quindi me la sciallo e
pedalo sereno e spensierato godendomi il sole del mattino. Tra l’altro
ogni settimana incontro qualcuno che si è distrutto andando in bici per
un motivo o per l’altro. Uno si è fatto addirittura investire da
un camion! Ora è in ospedale con costole rotte, sfregi ovunque, e un
pezzo di aureola (dimenticata dall’angioletto che l’ha salvato)
nel culo!
Raggiungo gli altri in perfetto orario, prendiamo il treno da Lund a Helsinborg
e il traghetto che permette di valicare il confine tra Svezia e Danimarca da
Helsinborg a Helsingor. Proprio in quest’ultima località, andiamo
a visitare uno dei più importanti castelli di Scandinavia: Kronborg Castle,
il castello di Amleto. La guida danese ci dice che la storia di Amleto è
molto più vecchia di Shakespeare, il quale non sarebbe il suo vero “ideatore”
ma avrebbe semplicemente preso l’ispirazione sentendola raccontare. Non
si sa mai a chi credere in questi casi...
La visita finisce verso le 15.00. Ci avviamo quindi verso la stazione per prendere
il treno diretto a Copenhagen, il quale ci fila via proprio “in face”
appena arrivati al binario. Si narra anche di una vecchietta che ci ha fatto
il gesto dell’ombrello fuori dal finestrino mentre il treno partiva. Di
conseguenza prendiamo quello delle 15.26. A Copenhagen ci sono Hannes e George,
appena arrivati da Lund, ad aspettarmi. Avevamo infatti deciso di farci un’uscita
diversa dal solito, tanto per approfittare del fatto che io ero già in
Danimarca. Riuniti i tre moschettieri, facciamo un giro lungo la via principale
di Copenhagen e, finalmente, riesco a comprarmi la tanto ambita maglietta della
Carlsberg. Tra l’altro pare che, assieme alla Tuborg, la Carlsberg finanzi
anche alcune esposizioni e vari eventi culturali, facendo da vero e proprio
sponsor nazionale. Birra e cultura insomma. A proposito di alcol, i due biondini,
non paghi delle riserve che si sono portati dietro da Lund, decidono di comprare
ancora un paio di bottiglie di vino per rallegrare la serata. Problema principale,
nonchè scopo del pre-cena: raccogliere informazioni sui locali “IN”
di Copenhagen. In una piazzetta attacco bottone con un gruppo i donzelle (tra
cui una bionda da paura) chiedendo informazioni a casaccio. Finisco con un bel
“cosa fate voi dopo, per esempio?”. La biondina mi dice il nome
di un locale. Gaffe! Mi ha appena rivelato dove stavano portando la loro amica
per il suo addio al celibato, il chè doveva essere una sorpresa. Testimonianza
del fatto che la “bionda satellite del gruppo” è una regola
universale! Prendiamo in considerazione la dritta, ma prima andiamo a cenare
al ristorante cinese, visto che sono settimane che ho una malsana voglia di
cibo orientale. In più sono figlio unico, quindi DECIDO IOOOO!
Dopo cena ci beviamo una birretta in uno scottish pub dove suonano musica dal
vivo, come ovunque qui a Copenhagen. Dopo un’oretta ci trasferiamo in
un altro pub molto carino. Anche li suonano musica dal vivo ...solo che c’è
un po’ più di figa. Si beve, si balla, si canta: una festa ...fino
a quando George non decide di rubare una bottiglia dal bar (mi ricorda qualcuno)
e di portarla al tavolo. Per fortuna i baristi non si accorgono che l’ha
rubata, ma pensano che ce la siamo portata da casa quindi si limitano ad invitarci
ad abbandonare il locale.
Usciamo dal locale e andiamo al Salsa Club, il posto consigliatoci dalle ragazze
dell’addio al celibato, ma il guardaroba è mezzo vuoto a.k.a. non
può esserci molta gente visto che, anche se sono abituati al freddo,
i danesi non escono in maglietta quando fuori ci sono 0°C. Entro a perlustrare
e infatti il locale è semi deserto. Chissà che addio al celibato
movimentato che si sono fatte le ragazze... Mentre discuto col cassiere, George,
protagonista indiscusso della serata, decide di approfittare del suo momento
di distrazione per farsi il timbro da solo, come se il tipo non si ricordasse
che lui non ha ancora pagato... Ad ogni modo usciamo dal locale, evitando un’altra
bella figura di mmm... o quasi, visto che George e Hannes decidono di abbracciarmi
un po' troppo affettuosamente sulle scale scatenando un'istintiva reazione homofobica
del sottoscritto e, come nelle migliori “risse reali” del wrestiling,
ci scatta il morto: George (tanto per cambiare) finisce a pelle di leopardo
sulla rampa di scale tornando dritto dritto ai piedi della cassa. Nulla di leso,
tranne la sua mente annebbiata dall’alcol!
Chiediamo un altro po’ di informazioni alla gente e, sotto grandissima
intuizione di George (gli avrei spaccato una bottiglia in testa), finiamo in
un locale mezzo vuoto e con musica a volume inverosimile! Tiriamo comunque fino
alle 4.00, prendiamo il treno delle 4.15 fino a Malmö e, per non stare
in stazione come dei pinguini ad aspettare la “coincidenza” delle
6.00, prendiamo un “black cab” fino a Lund. Serata intensa, ma in
fin dei conti divertente!