Sabato 19 Marzo: La bisca degli acari
Il mattino, strana entità attraverso la quale bisogna passare per cominciare
la giornata. Se non fosse per il Birchermüsli Royal Menù –
premio della mezz’ora passata a grattuggiare mele, pere, banane, tagliare
ananas, mango, mungere la mucca che fa lo yogurt (mucche specializzate.. a me
piacciono quelle ai frutti tropicali per esempio) – io salterei questo
momento della giornata. Anche perchè spesso mi chiedo a cosa serve alzarsi
alle 9 (di Sabato) col proprosito di studiare, per poi andare in biblioteca
alle 12.30! Ebbene si, ho detto “studiare”, infatti sabato prossimo
ho un altro esame; non in discoteca, bensì a scuola ...e di mattina!
Altro problema legato al mattino: la luce! Beh, grazie al cielo c’è,
ma non sempre è un bene. Ad esempio quando questa rivela realtà
sconosciute alla perfetta casalinga: la polvere! Nel mio caso chiamarla polvere
è diminutivo, infatti quello che si cela sotto il mio letto è
una vera e propria comunità di esseri viventi, altro che polvere! Se
si guarda bene si riescono a vedere le bische clandestine di acari. Quelli svedesi
si riconoscono subito perchè sono biondi e alloggiano solo sotto i mobili
IKEA.
Morale della favola: impugno la mia spada di Damocle – l’aspirapolvere
– e, come un uragano, mi abbatto sulla comunità di parassiti lasciando
solo mamme e bambini. È una buona scusa per giustificare la ricaduta
di settimana prossima, quando avrò la riconferma che fare le pulizie
è il lavoro più frustrante del mondo, un ciclo infinito che porta
ad una sola conclusione: il pulito permanente non esiste! Ricerche in questo
campo no eh?
Alle 13.00 arrivo in biblioteca. Producente quanto un messicano alle 8.00 di
mattina, ci resto fino alle 16.30 e poi torno a casa. In serata vado da Pablo
per riportargli il materasso che mi ha prestato per far dormire lo zio Tschuds
(Fei si è beccato il materasso più pulito, ma non ditelo allo
zio...) e per parlare del viaggio in Norvegia che abbiamo previsto di fare a
metà Aprile. Avete già visto la cartina della Norvegia con Google
Earth? Centrate la mappa sulla Svizzera, tenendo tutta l’Europa nello
schermo. Poi scrivete “Bergen, Norway” nel campo di ricerca e cliccate
“Enter”. Il programma comincierà a zoomare sulla costa ovest
della Norvegia. Addentrarsi virtualmente in quella zona da un senso di solitudine
incredibile. Porca troia, ci sono DUE autostrade che portano a Bergen, sulle
quali ci sono limiti di velocità di massimo 90 km/h (110 km/h si vi va
bene)! Ma ne vale sicuramente la pena! Diciamo che il paesaggio – composto
essenzialmente da laghi e montagne – non lascia molta libertà alla
scelta dell’itinerario, il quale sarà probablimente Oslo-Bergen
e ritorno, ma è ancora tutto da definire.
Alle 22.00 vado ad un sangria party con gli spagnoli. Gran bella festa, tanta
gente, tutti simpatici! Verso mezzanotte tutti invocano “Juanito”
e partono i cori per fargli suonare la chitarra. Il repertorio di canzoni è
un po’ più vasto di quello di “Jukebox Tschudy” –
Le bionde trecce ..e neanche tutta – ma non va oltre i 4-5 pezzi ...però
che pezzi! Scarica i video delle performances: una
chiqua jeje e clavelitos.
Vi avverto, non sono cori gospel e nemmeno voci bianche... La curva del Barcellona
probabilmente canta meglio... Rincaso alle 4.30 con Pablo, Cristina e i due
Rafa. Taxi fino a Delphi, notte corta perchè domani si studia!