Mercoledì 12 Aprile: Roadtrip DAY 3 - Che fortu
Ieri: Domani ci si sveglia presto... L’I-Pod segna le 10.30. Non è presto, ma neanche così tardi, però c’è un “però”. L’I-Pod si è dimenticato che l’ora legale è entrata in vigore da un po’ di tempo, quindi sono le 11.30: un equipaggio di mattinieri!
Colazione internazionle: il consueto müsli coi counterdicks (controcazzi) per il sottoscritto (ha senso dire “sottoscritto” se non c’è la firma in fondo?), biscotti e panini con marmellata per gli spagnoli ...e chicken hot-dogs (hot-dog di pollo) con insalata per Cory. De gustibus non disputandum est!
Se non fosse per il pneumatico bucato (la sorpresa mattutina di quest’oggi), il pomeriggio potrebbe avere un senso... Visto che ho appena usato il condizionale, come direbbe Vasco: “...questo pomeriggio un senso non ce l’ha!”.
Vabbè, mettiamoci all’opera! Il ruotino è fissato sul treno, sotto al camper, nel retro c’è un baule che dovrebbero contenere tutti gli attrezzi. Perchè sto usando ancora il condizionale?!?! Risposta: con grande piacere, dopo un paio di minuti di ricerca, scopriamo che, al posto del crick, del set di chiavi inglesi e dei bulloni di scorta, abbiamo l’inutility set del Lego Technic: un crick da bicicletta (non so per cos’altro potesse venir utilizzato), un paio di chiavi di misure inutili e un cacciavite a stella spannato!
Dato che io ho il coltellino svizzero, ma non le capacità di Mac Gyver, vado alla reception a cercare un tappetino e degli attrezzi. Il tappetino c’è ma gli attrezzi no! Proviamo ad arrangiarci con quello che abbiamo ma senza successo...
Qualche minuto dopo, forse attirato dalle bestemmie multi-lingue, sbuca all’orizzonte il nostro eroe dei Balcani: Igor! In quanto a equipaggiamento, più che Mac Gyver (l’uomo in grado di costruire la bomba atomica con la resina delle pigne), lui sembra Piè Baracus, l’indimenticato eroe dell’A-Team. Infatti, nel suo furgone ha un crick di quelli seri, un set di chiavi di dodici nazionalità diverse, schiuma “chiudi buchi” per pneumatici e compressore! Il grande Igy (ormai siamo come fratelli) quindi ci aiuta a completare il pit-stop e verso le 15.00 ci possiamo muovere.
Priorità: trovare qualcosa da fare a Bergen e dintorni! Con grande piacere constatiamo per l’ennesima volta di essere una banda di satelliti, perchè all’Info Point ci dicono che a Pasqua è tutto chiuso, molti dei traghetti per attraversare i fiordi hanno orari domenicali (tipo un paio al giorno) e, essendo ancora bassa stagione, le attività disponibili sono ridotte ...aka: non c’è un cazzo da fare! La giornata ormai è persa, in più ci siamo accorti di non aver comprato abbastanza cibo, quindi ci riversiamo nel primo supermercato che troviamo per fare la scorta, anche perchè da domani sarà tutto chiuso! La Norvegia non è la Tailandia e le sottilette di formaggio costano come il roastbeef in un paese normale. Una buona tecnica per ovviare al “panico da budget” è non fare la conversione di valuta, convincendosi sempre che tutto sommato avete fatto un buon affare. L’importante è non prelevare più di quello che avevate previsto all’inizio della vacanza. Mal che vada subentra la tecnica Pannella: digiuno!
Proprio mentre ci avviamo verso il camper, decisi a passare un po’ di tempo per fare il piano dei prossimi giorni grazie all’ausilio dei dépliants in formato ”elenco telefonico” che abbiamo preso all’Info Point, mi arriva un messaggio da Casey, il mio compagno di classe di Radio System, che ci invita a casa di amici per un piatto di pasta. Da buoni spagnoli (è contagioso), non abbiamo voglia di stressarci, quindi mangiamo un paio di panini e ci uniamo al gruppo più tardi, per il dessert.
In serata andiamo al Garage, un disco-pub abbastanza grande, ma frequentato da gente un pochino strana... Non so cosa me lo faccia pensare, forse quel signore tutto vestito di pelle nera ricoperto di barba e che non sembra neanche respirare, visto che sta fermo nella stessa posizione da quasi un’ora. Ricorda un po’ il cantante dei Metallica. [...] Serata comunque divertente.