Sabato 15 Aprile: Roadtrip DAY 6 – Oslo “by night”
Stamattina le sveglie della ciurma suonano in posti diversi visto che io mi trovo in una fattoria in culo ai lupi, a casa di una ragazza (beh, una donna, visto che è pure mamma) che ho conosciuto ieri sera, mentre i miei tre compari stanno dormendo in camper nel posteggio dell’ostello. La mia suona alle 9.00, ma non ce n’è alcun bisogno visto che, anzichè l’odore del caffè, a risvegliare le mie membra sono gli artigli del gatto, al quale devo stare simpaticissimo. Con un destro sferrato a mano aperta “accompagno” il felino in direzione del muro, come a volergli suggerire che l’effetto rastrello delle sue unghiette mi da leggermente fastidio... Capisce e se ne va.
Mi devo trovare con gli altri alle 10.00 davanti al locale di ieri sera, quindi, con largo anticipo sgattaiolo fuori dalla casa e mi incammino verso il centro.
Gli altri sono un po’ in ritardo, e i due hispanici danno la colpa a Cory, reo di essersi fatto una sauna a tradimento all’ostello. Almeno si è pulito le unghie, il chè potrebbe rivelarsi un vantaggio in vista dell’uscita mondana di questa sera ad Oslo, anche perchè la versione “Black Nails” di ieri non si è rivelata molto profiqua con le ragazze...
La meta finale di oggi è dunque la capitale, ma stavolta vogliamo prendere la strada più a sud, per vedere una cascata di cui abbiamo sentito parlare molto bene. Prendiamo un traghetto per attraversare un fiordo e ci rimettiamo in strada. Guida Rafa, il quale, viene fermato per un insolito (dalle nostre parti) controllo mattutino del tasso alcolemico all’arrivo al porto. Tutto bene, anche perchè non è uscito ieri sera.
Stranamente sprofondo in un sonno a prova di cannonate (sarà colpa delle 4 ore durante le quali ho dormito stanotte?) e le cose che sono capitate sino all’arrivo alle cascate mi sono solo state riferite. A quanto pare siamo sopravvissuti ad una salita con tornanti innevati, ad uno yeti e due gnu e mi sono perso gli sciatori...... cosa? Mi sono perso gli sciatori?!?!? (detto a Pablo con tono deluso ed incazzato) Pablo ta set un brao fiö, te guidet ben, a ma sun divertit dürant tüta la vacanza ...ma porcu diez sa ta set stüpit! Mai visto uno sciatore secondo te?
Svegliato dal freno del camper e dall’improvvisa assenza del rumore di motore (strano come ci si possa svegliare col silenzio eh?) scendo dal camper praticamente in pijama, con pisello che fa capolino dal boxer, pettinatura da merendina che è stata due settimane in fondo alla cartella – schiacciata – e alito di gufo morto. Il capezzolo turgidissimo (strano, visto che i miei non funzionano molto bene...) mi suggerisce che fa freddo e comunque quella asticella in posizione orizzontale starebbe meglio nascosta da un jeans!
Dopo aver scritto i nostri nomi sulla neve senza usare evidenziatori gialli, ma ottenendo lo stesso risultato grazie a risorse naturali (vi lascio indovinare quali), ci lanciamo alla ricerca di queste figa di cascate. Risultato: nada! Chissà dove cazzo sono? E si che non stiamo cercando un ruscello... Un po’ delusi ce ne torniamo al camper, tra una battaglia a palla di neve e una a pezzi di ghiaccio. Quindi ripassiamo i nomi (il freddo stimola ragazzi) e ci rimettiamo in strada. Guido io fino ad Oslo! Nonostante la sua bellezza, il paesaggio lungo il percorso ricorda quello dei primi videogiochi di macchine: montagna sullo sfondo, albero a destra, albero a sinistra, sasso, sasso, checkpoint: monotono come le note di un piffero suonato da un bambino di 5 anni!
Siamo quasi alla fine della nostra avventura, e lo si nota anche dalle risorse del camper: infatti questa sera si cena senza piatti, visto che quelli di carta sono finiti. Risultato: Cory si becca l’instalatiera, Rafa la padella, io e Pablo le due pentole, tutti contenti!
Camper in posteggio laterale lungo una via, uscita in un locale suggerito da Pablo, speriamo bene! Io e Cory conosciamo subito due sorelle di 26 e 30 anni e incominciamo con la girandola di palle. Io sono Flügo, giocatore di calcio semi-professionista, mentre Cory è un canadese in forza ad una squadra di hockey di Göteborg. Studenti erasmus? Maaaa vaaaaaa! Quella più grande mi invita a un post-party a casa della sorella. Cory è già con lei, quindi non ci resta che trasciniare gli spagnoli e finire la serata in bellezza... Gli amici norvegesi delle due ragazze sono molto simpatici e il tempo vola via tra una birretta e un cocktail (solo coca cola per me naturalmente). Giunta una certa ora se ne vanno tutti, mentre io dormo in camera con Eva, la più grande, e Cory con Tina, la più pazza. A Cory butta bene (anche se la tipa non è certo Heidi Klum), mentre Eva va contro le origini del suo nome e non coglie la mela del peccato. Beh, più che una mela sarebbe stata una carota... Buona notte con bacino sulla bocca, E BASTA!