Lunedì 17 Aprile: Roadtrip DAY 8 – La consegna
Oggi si riporta il camper. Seghe mentali per giustificare l’urto di Rafa a Oslo: glielo diciamo? Non glielo diciamo? Non glielo diciamo! Una cosa è sicura: non si vede molto e rischiamo di passarla liscia e se gli riportiamo il camper in serata (quando fa buio) è ancora meglio. In più la botta dietro - che Pablo e Rafa dicono essere stata colpa di due alcolizzati al campeggio, che hanno tirato un calcio al camper vedendo la targa svedese - è netta e quella andrà segnalata! Fattori a nostro favore sono sicuramente i milioni di momenti di felcità che abbiamo passato grazie al camper:
- Una ruota che perdeva pressione già alla partenza e completamente a terra dopo due giorni, grazie alla quale abbiamo perso una mattinata di sole (l’unica) per riparare il danno;
- Un riscaldamento per amico, grazie al quale sono andato contro le mie tendenze sessuali, abbracciando il mio “canadian buddy” alla ricerca di calore, mentre ci trovavamo nel posto più freddo del sud norvegese;
- Pezzi di camper che si staccavano in ogni dove nell’abitacolo;
- Benzina, Gas, Prodotti da comprare fin dall’inizio, oltre a serbatoio d’acqua vuoto. L’olio non l’abbiamo controllato, ma è meglio così...
Insomma, riportiamo il camper ad Olle, il quale ci anticipa e si scusa per tutti i problemi che abbiamo avuto, offrendoci 500 SK come “risarcimento”. A dire il vero ci avrebbe offerto 1000 SK, se non fosse stato per il danno sul retro, ma a noi va bene così, anche perchè non si è accorto della botta davanti...
Tutto sommato l’avventura è stata positiva, senz’altro indimenticabile, per bei momenti e sventure vissute assieme, con un gruppo di persone simpatiche, senza problemi di convivenza o di divergenze su scelta di itinerari e attività da svolgere (anche perchè non c’era molta scelta ...a parte quel cazzo di acquario per vedere un mamba verde dormiente e nascosto dietro una roccia). Momenti da ricordare, niente da dimenticare, una bell’esperienza! I norvegesi si sono rilevati i nordici più “alla mano” e le norvegesi più “aperte” di danesi e svedesi. Sebbene la lingua, il clima e la posizione geografica li accomuni abbastanza, ci sono più differenze di quanto si possa credere tra questi popoli.
Certo che quella scandinava è una cultura su una tutt’altra lunghezza d’onda rispetto alla nostra (più latina) ma viaggiando si impara che determinati aspetti delle altre culture possono essere capiti solo entrando nel contesto in cui esse si sviluppano. Spesso si creano molti pregiudizi quando si conosce poco di un altro paese e dei suoi abitanti. Quando invece ci si vive per un po’ si capisce che non si possono criticare delle abitudini mantenendo la propria ottica perchè nulla può essere analizzato dopo essere stato estratto dal suo contesto. Può sembrare un discorso molto astratto, ma lo voglio mantenere così perchè portando degli esempi finirei per parlare di figa!
A parte gli scherzi, il discorso stava già diventando troppo serio; non che questa cosa faccia male ad un diario scritto in modo scherzoso, talvolta un po’ “volgarotto”, ma preferisco tornare sulle note della canzone che ho scritto fin’ora... Ah non vi ho detto che queste cinquantatre pagine vanno cantate sulla melodia di Margherita? Allora da capo!